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Informazioni generali sulle polizze salute

Le polizze sanitarie, dette anche polizze malattia, sono una forma particolari di assicurazione, facoltativa in Italia rispetto ad altri paesi come gli USA per esempio, che moltissimi italiani sottoscrivono con altissima frequenza. Con questo tipo di assicurazione è possibile ottenere una copertura parziale o completa su quelle che sono le spese mediche necessarie in caso di malattia o ricovero, si distinguono prevalentemente in tre tipologie: indennitarie, a rimborso e per invaliditá permanente.

 

Con una polizza salute si possono ottenere coperture complete sulle spese mediche secondo quanto stipulato. L’assicurazione, dietro il pagamento di un premio annuale, elargisce un rimborso per tutte le prestazioni mediche e visite specialistiche sostenute in ospedali, cliniche e altre strutture con convenzionate.

 

Al fine di poter richiedere un rimborso anche nei casi in cui si sia dovuto ricorrere a un centro non convenzionato é assolutamente necessario presentare una fattura alla compagnia.

 

Una polizza salute determina varie tipologie di sottoscrizione, tutte inerenti al tipo di assistenza richiedibile, per cui sono promosse diverse modalità di risarcimento e valutazioni premiali differenti: inoltre ad ogni contratto è possibile allegare particolari clausole aggiuntive, tutte riferite ad un impegno sanitario che ricopra integralmente ogni evento patologico e medico.

 

C’è da sottolineare l’esclusione di diagnosi specifiche mirate al riconoscimento di problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, oppure interventi plastici a scopo puramente estetico.

 

Un elenco sommario delle operazioni consentite ammette all’interno di una polizza salute checkup periodici e ricoveri, operazioni e sedute di fisioterapia, esami e visite specialistiche, spese odontoiatriche e per un’eventuale acquisto di protesi e macchinari per la sopravvivenza del soggetto infortunato; è permesso, tuttavia, disporre di un’assistenza mirata alle partorienti, ma non sempre essa corrisponde a vantaggiose opzioni assicurative.

 

Al momento della stipula del contratto è fondamentale analizzare bene ogni piccola sfumatura presente nell’atto, condizioni e limitazioni di vario genere potrebbero ricalcare un negozio che in realtà non è riferibile alle richieste del beneficiario: ad esempio, ben sapendo che la polizza ammette il rinnovo annuale, tuttavia in termini biologici questo è possibile fino al raggiungimento di una certa età, precludendo qualsiasi assistenza a diagnosi e casistiche senili.

 

Sono oltretutto esenti dalla copertura sanitaria quegli infortuni legati ad attività fisica, e tutti gli incidenti avvenuti in territorio estero.

 

Un vantaggio determinante le assicurazioni salute ammette alla pari sottoscrizioni complete di assistenza familiare, garantendo una copertura generale facente capo a un solo risarcimento premiale.

 

Avvalersi di una polizza salute è davvero comodo e tranquillizzante, per cui al malaugurato accadimento c’è sempre un intervento repentino che rassicura in parte il soggetto infortunato.

 

Con l’introduzione delle assicurazioni sanitarie integrative, poi, sono stati introdotti indennizzi particolari che solitamente rifiuta il sistema sanitario nazionale: un’adeguata competenza medica tutela il cittadino bisognoso, ma è possibile anche redigere una piccola polizza base che possa ricoprire i soli controlli di routine e permettere una più tranquilla amministrazione dei mali.

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Giornalismo imbavagliato con le liti temerarie

Quanto costa onorare il dovere di cronaca? I giornalisti toscani lo sanno bene, e i 328 che ogni anno finiscono a processo con l’accusa di diffamazione lo sanno anche meglio. Numeri sconfortanti? Pensate che nell’89% tutto si riduce a bolle di sapone e gli imputati vengono prosciolti, solo 22 giornalisti negli ultimi due anni sono stati condannati al carcere per un totale di oltre 7 anni.

 

L’osservatorio Ossigeno denuncia che questo atteggiamento persecutorio mette a rischio la libertà di stampa “chi pubblica notizie sgradite rischia molto anche se ha agito correttamente e detto la verità” e i numeri confermano “si spara nel mucchio con querele infondate”

 

E se alla fine dell’iter giudiziario si giunge quasi sistematicamente al proscioglimento, questo non basta a riequilibrare la bilancia, del resto anche il giornalista che viene assolto con formula pienissima passa anni a dividersi tra aule, indagini e avvocati. Tanto più duro è l’affondo nei confronti di testate meno strutturate, capaci di crollare come un castello di carte di fronte ad una semplice querela. La stessa durata dei procedimenti è inoltre motivo di grande preoccupazione nel nostro paese superando di diversi ordini di grandezza la media europea.

 

Da parte delle associazioni di categoria si fa sempre più amara la riflessione sui ritardi dei lavori parlamentari, a partire dai quali si auspica nel più breve tempo possibile, l’abolizione del carcere per diffamazione; è necessario approdare ad un più misurato ricorso alla giustizia (e della reclusione) per evitare che azioni legali pretestuose vengano utilizzate a scopo intimidatorio.

 

Nel biennio 2014-2015 i procedimenti giudiziari in tutta Italia sono stati oltre 650 ma del totale le condanne sono state appena l’8%, secondo i dati ministeriali. Ma anche quando l’accusa viene giudicata infondata e viene disposta l’archiviazione del procedimento, fino alla fase preliminare il querelante non viene chiamato nemmeno a risarcire le spese legali, tutto a scapito del giornalista che pur essendo nel giusto dovrà sostenere i costi della propria difesa tecnica. Il risultato? Un querelante con le tasche profonde mette facilmente un giornalista con le spalle al muro.

 

E se pensate che questo sia il peggio, i dati ministeriali alla base dello studio rivelano che oltre alle liti temerarie, il mondo del giornalismo, virtuoso e non, è animato anche da ritorsioni, intimidazioni, aggressioni, e se negli ultimi anni stati 78 i casi portati dinanzi ai giudici italiani, c’è tutto il sommerso a fare davvero paura.

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Cos’è una polizza RC Auto

RC Auto è un acronimo che sta per Responsabilità Civile Autoveicoli. Si tratta cioè del contratto assicurativo obbligatorio per legge e associato ai veicoli immatricolati.

La polizza serve come forma di tutela dai rischi in cui si può incappare alla guida. La copertura include tutti gli incidenti riconducibili alla responsabilità dellassicurato e che provocano danni alle cose o lesioni alle persone.

Ogni RC Auto prevede il pagamento di un premio da parte dellassicurato e il pagamento di un risarcimento da parte dellassicurazione. Il risarcimento copre i danni ai veicoli di terze persone. Tale risarcimento può essere corrisposto solo nel caso in cui il sinistro è accidentale e involontario. In parole povere, lassicurazione paga il danno provocato dal proprio assicurato.

Le polizze RC Auto hanno costi diversi, che dipendono da una serie di fattori. Per farsi unidea delle tariffe basta richiedere preventivi on line, utilizzando uno dei tanti comparatori di tariffe o anche il sito di una specifica compagnia, come nel caso dei preventivi ConTe.

 

Che cosa è la formula Bonus-Malus

La maggior parte delle polizze Rc Auto funziona con il sistema Bonus-Malus. Si tratta del meccanismo che regola laumento o la riduzione del premio assicurativo di una polizza nel corso degli anni.

Il funzionamento è molto semplice. Se non si hanno incidenti (Bonus) il premio assicurativo si riduce, mentre se si provocano incidenti (Malus) il premio aumenta.

Il sistema fa riferimento alle classi di merito. Si va in bonus se la classe di merito scende di un punto, mentre si va in malus se la classe aumenta di due punti. Le classi di merito sono 18 e vengono valutate secondo una scala in cui 1 è la classe migliore e 18 è la classe peggiore.

 

Casi in cui non è previsto il risarcimento assicurativo

Il titolare della RC è coperto per una somma limite definita massimale e stabilita a priori al momento della stipula della polizza.

Lassicurazione auto copre i danni subiti dai passeggeri presenti nel veicolo dellassicurato, ma non quelli subiti dal guidatore. I contratti delle polizze, inoltre, contengono le cosiddette esclusioni, vale a dire un elenco di casi in cui lassicuratore può richiedere allassicurato di rimborsare la cifra pagata come risarcimento per il danno a terzi.

Qui sotto i casi più comuni in cui può essere richiesto il rimborso allassicurato:

 

  • guida senza patente
  • guida con patente scaduta, revocata o sospesa
  • guida in stato di ebbrezza
  • guida sotto leffetto di stupefacenti
  • guida da parte di chi non ha ancora la patente pur avendo superato tutti gli esami
  • guida con una patente non conforme al veicolo
  • informazioni false o non complete fornite dallassicurato al momento della stipula della polizza
  • danni ai passeggeri del veicolo dellassicurato nel caso in cui il loro numero sia superiore a quello previsto nel libretto di circolazione
  • in presenza di violazione di condizioni specifiche contenute nella clausola di esclusione della polizza

 

Multa per guida senza RC Auto valida

La legge 193 del Codice della Strada stabilisce che i guidatori con RC Auto scaduta sono soggetti al pagamento di una multa, con importo compreso tra 841 e 3,287 euro.

Limporto della multa può essere ridotto di un quarto nel caso in cui la polizza scaduta sarà operante nei quindici giorni successivi al termine. Si ottiene una riduzione di un quarto dellimporto anche quando lassicurato esprime la volontà di provvedere alla demolizione e radiazione del veicolo. Queste operazioni devono essere effettuate entro 30 giorni dalla violazione oggetto di sanzione.

In realtà, la multa può essere fatta anche a veicoli parcheggiati. Quando non si intende rinnovare la polizza, bisogna parcheggiare i veicoli in aree private non adibite alla circolazione.

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I vantaggi di assicurare auto e moto con la stessa compagnia assicurativa

Assicurazioni tradizionali e assicurazioni online: le differenze

Nel “mare magnum” delle assicurazioni l’automobilista si trova come un naufrago nell’oceano. E’ difficile scegliere tra le tantissime offerte che piovono da ogni compagnia assicuratrice, anche perché bisogna considerare numerosi aspetti: dove viene assicurata la macchina, l’età del conducente, l’aggiunta di ulteriori servizi ecc. Quindi come scegliere l’assicurazione migliore? Innanzitutto è opportuno sapere che le assicurazioni online sono sicuramente più economiche rispetto a quelle tradizionali, pur offrendo sostanzialmente gli stessi servizi. Ma le assicurazioni tradizionali devono affrontare numeroso spese (cancelleria, stipendi dei dipendenti, costi di manutenzione degli uffici, ecc.) rispetto alle assicurazioni online. Quindi la prima cosa da fare è scegliere un’assicurazione online  per assicurare il proprio veicolo.

E’ possibile assicurare auto e moto insieme?

Molte persone possiedono sia l’auto che la moto: la prima viene usata nei periodi invernali, mentre la seconda nei periodi estivi. Ma assicurare auto e moto costano un occhio della testa. Molti automobilisti si chiedono se sia possibile assicurare auto e moto in un’unica soluzione, ma la risposta è no. In Italia la legge non prevede un’assicurazione “unica” per le due e le quattro ruote, poiché le tipologie di rischio sono diverse quindi non si possono uniformare i costi. Tuttavia è possibile trovare una soluzione che permette di ottenere un risparmio notevole per l’assicurazione su auto e moto. E’ consigliabile assicurare i propri veicoli a due e quattro ruote presso la stessa assicurazione, che sicuramente avrà un occhio di riguardo. Per fare un esempio basta pensare quando bisogna comprare gli abiti per un matrimonio. Se quattro componenti di una famiglia vanno in quattro negozi diversi spenderanno una cifra molto alta. Diversamente se tutti e quattro vanno in un solo negozio, il commerciante avrà un occhio di riguardo ed eserciterà uno sconto notevole. Ebbene il concetto è proprio lo stesso: rivolgendosi ad una sola assicurazione si potrà ottenere uno sconto considerevole sulla polizza per la propria auto e la propria moto. Inoltre determinate assicurazioni online permettono anche di inserire la moto nella stessa classe di merito dell’auto, che consente al cliente di accedere a sconti ulteriori.

Le opportunità offerte dalle legge Bersani

Il consiglio è di confrontare diverse assicurazioni online per individuare il prezzo migliore, tenendo a mente le opportunità offerte dalla legge Bersani. Grazie ad essa acquistando un’auto o una moto nuova si può usufruire della classe di merito vantaggiosa di un componente della famiglia, in questo modo non sarà necessario partire dall’ultima classe.

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Circolazione dei veicoli e documenti: la visura PRA in epoca di cambiamenti

Assicurazione del veicolo e codice della strada

Dal 18/10/2015 non è più obbligatorio esporre il contrassegno dell’assicurazione, ma ciò non significa che questa non si debba pagare.

L’articolo 193 del codice della strada dispone che i mezzi a motore, i filoveicoli e i rimorchi non possono circolare senza copertura assicurativa. Chi non l’ha, deve pagare una multa da 848 a 3.393 euro, che può essere ridotta a un quarto:

  • Se l’assicurazione è pagata entro 15 giorni dal termine indicato nel secondo comma dell’articolo 1901 del Codice Civile.
  • Se il proprietario comunica alle autorità, entro trenta giorni dalla contestazione della violazione, l’intenzione di demolire l’auto (e la demolisce). In questo caso, può tenere i documenti fino alla demolizione.

 

Legge 689 del 24/11/1981, articolo 13, comma 3

Stabilisce che il mezzo non può più circolare e deve essere sequestrato e messo in un luogo privo di traffico, scelto dalle autorità, eventualmente in accordo con il proprietario. Dopo che costui paga la sanzione ridotta, il premio dell’assicurazione per almeno sei mesi e le spese, le autorità gli restituiscono il veicolo. Se non si fa ricorso e non c’è stato il pagamento ridotto, le autorità mandano al prefetto il verbale, che diventa titolo esecutivo. Le foto dei sistemi di videosorveglianza stradale costituiscono atto di accertamento.

 

Il certificato di assicurazione deve essere mostrato in caso di controllo da parte delle autorità.

 

Certificato di proprietà e visura PRA

Dal 5/10/2015 è rilasciato in forma digitale. I vantaggi sono una maggior sicurezza del documento e meno problemi per il proprietario. Se si deve chiedere al PRA una formalità che prevede il rilascio del certificato, questo è emesso in digitale e il proprietario ottiene una ricevuta con un codice tramite cui potrà vedere il certificato da smartphone, sul sito indicato nella ricevuta e con la funzione “Consulta il Certificato di Proprietà Digitale”. Così si controlla la veridicità della ricevuta e si clicca su un link per vedere il certificato.

  • Se, dopo la sua emissione, ci sono stati dei cambiamenti sul veicolo, è meglio fare una visura PRA per scoprire l’entità di queste modifiche. La visura PRA costa dai 6 agli 8,81 euro, dipendentemente che sia fatta all’ACI o con Visurenet dell’ACI.
  • Se la ricevuta va persa, si può chiederne una ristampa gratis allo Sportello Telematico dell’Automobilista.
  • Se non si sa che tipo di certificato ha il proprio veicolo, si può scoprire tramite la “Verifica tipo CdP”.
  • L’unico proprietario del certificato è l’intestatario del veicolo o un soggetto avente titolo, perciò solo lui può chiedere formalità al PRA. Se non può, deve firmare una delega e consegnare al delegato copia di un documento d’identità.

 

Documenti da tenere nel mezzo

Obbligatori:

  • Carta di circolazione, certificato d’idoneità tecnica alla circolazione o di circolazione, dipendentemente dal tipo di veicolo.
  • Patente e attestato sui requisiti fisico-psichici, o autorizzazione per l’esercitazione alla guida e un documento d’identità.
  • Certificato dell’assicurazione.

La carta verde è facoltativa, ma bisogna averla se si guida all’estero.

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Noleggio a lungo termine: cosa prevede per l’assicurazione?

La copertura assicurativa completa è una delle ragioni per cui il noleggio a lungo termine sta conquistando sempre più automobilisti, in virtù della sua convenienza e della sua praticità. Questa formula, infatti, prevede un canone mensile che include una copertura danni totale, così che chi si mette al volante possa godere della massima serenità, senza temere imprevisti o inconvenienti di alcun tipo. La copertura assicurativa per la RCA si accompagna, in particolare, all’assistenza che viene fornita nella compilazione dei moduli, oltre che alla gestione burocratica di tutti i documenti e di tutte le pratiche: la semplicità e la rapidità delle procedure sono i punti di forza di questa opportunità da non sottovalutare.

Ovviamente, quello che chiama in causa la polizza assicurativa è solo uno dei numerosi servizi che caratterizzano il noleggio a lungo termine, che ha anche il pregio di garantire la mobilità in qualunque circostanza: insomma, anche nel caso in cui si dovesse rimanere coinvolti in un incidente o si dovesse avere a che fare con un guasto o un cattivo funzionamento del proprio veicolo, non si rischia di rimanere a piedi. Sia perché il soccorso stradale e l’assistenza sono già inclusi nel canone, e quindi non c’è nessuna spesa in più a cui far fronte, sia perché è prevista l’assegnazione di un’auto sostitutiva nel caso in cui quella originale dovesse necessitare di riparazioni approfondite o comunque dovesse “fare tappa” in officina.

E non è finita qui: un altro vantaggio degno di nota è quello che riguarda le gomme, che possono essere mantenute sempre in condizioni perfette, in qualsiasi periodo dell’anno, tanto durante la stagione invernale quanto durante la stagione estiva, senza spendere un centesimo in più rispetto a quanto previsto dalla rata mensile. Il contratto del noleggio a lungo termine, infatti, include non solo la sostituzione delle gomme, ma anche la loro riparazione in caso di problemi o forature, così come gli interventi di convergenza e di equilibratura.

Ed ancora: all’automobilista viene messa a disposizione un’assistenza continua, 24 ore su 24, in qualsiasi posto ci si trovi. Nell’eventualità in cui si sia vittime di un sinistro l’assistenza telefonica è costante, e ovviamente si può usufruire di un soccorso stradale immediato. Oltre alla manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, con tutti i richiami tecnici del caso, i tagliandi e le revisioni. Si ha la certezza, insomma, di guidare in modo sicuro e senza pericoli, a bordo di un veicolo che è curato alla perfezione, per una mobilità continua e priva di interruzioni. 

Ecco, quindi, che l’integrazione di una polizza assicurativa nel canone mensile è solo uno dei tantissimi vantaggi che il noleggio a lungo termine garantisce a chi lo sceglie. L’assenza di iter burocratici da rispettare e la possibilità di non dover più preoccuparsi di scadenze, ritardi e rinnovi sono pregi che vale la pena di prendere in considerazione per capire come questa soluzione non offra solo un risparmio di denaro, ma anche un risparmio di tempo. E, soprattutto, meno stress, meno preoccupazioni e meno fatica: perché non cogliere questa opportunità, dunque? 

Visita il sito di GoCar, specialista nel noleggio a lungo termine: www.gocar.it

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Il cattivo pagatore e il suo contesto

 

Definizioni

Si definisce cattivo pagatore:

  1. Chi non paga puntualmente le rate di un finanziamento, si tratti di prestito personale, mutuo o altro.
  2. Chi, costretto da una contingente difficile situazione economica, smette di pagare per un certo periodo. Tuttavia, questo cattivo pagatore dichiara la sua intenzione di estinguere il debito ed è ritenuto in grado di farlo.
  3. Chi chiede ripetutamente proroghe per ritardare sempre più il recupero forzato della somma ottenuta.
  4. Chi è evidentemente incapace di restituire il denaro ottenuto, anche procedendo al recupero forzato.
  5. Una persona oggetto di protesto, cioè chi ha emesso assegni o cambiali scoperti.
  6. Una persona cui è stato ritirato il libretto degli assegni, la carta di credito o il bancomat, avendoli usati senza essere realmente in possesso dei soldi.
  7. Una persona oggetto di sentenza di fallimento.
  8. Una persona cui sono stati pignorati dei beni.

 

Eventi pregiudizievoli

Che cosa rende un debitore un cattivo pagatore?

  • Il pagamento ritardato di una o più rate di un finanziamento.
  • L’interruzione del pagamento di tali rate, che porta all’incaglio del credito.
  • Il pagamento non effettuato delle rate, che porta il credito sofferenza.
  • La conferma d’incapacità di estinguere il debito, che porta il credito a definirsi inesigibile.
  • Il protesto, cioè l’atto che attesta la presentazione di un titolo che non è stato pagato.
  • La revoca del libretto di assegni, carta di credito o bancomat.
  • La sentenza di fallimento.
  • Il precetto e il conseguente pignoramento di beni.

 

Centrale Rischi

È il luogo dove sono registrati i nomi di ogni cattivo pagatore e i dettagli degli eventi pregiudizievoli.

La Banca d’Italia gestisce tre Sistemi d’Informazioni Creditizie:

  • La Centrale Rischi per somme superiori a 30mila euro che riguardano i cattivi pagatori definiti ai punti 3 e 4.
  • La Centrale d’Allarme Interbancaria, che gestisce i cattivi pagatori definiti al punto 6.
  • I Tribunali e gli Uffici di Pubblicità Immobiliare, che gestiscono i cattivi pagatori definiti ai punti 7 e 8.

Le Camere di Commercio gestiscono il Registro Informatico dei Protesti, che raccoglie i dati (pubblici e consultabili) di ogni cattivo pagatore definito al punto 5.

Le banche dati pubbliche non registrano i cattivi pagatori definiti al punto 1, 2 e le richieste di finanziamento.

 

Centrali Rischi private

Banche e finanziarie potrebbero volere:

  • Sapere quando sta per arrivare la richiesta di prestito, per evitarne l’erogazione, se il richiedente è un cattivo pagatore.
  • Seguire il comportamento del prestito, per evitarne devianze, intercettare possibili morosità e susseguenti incaglio e sofferenza.

In questi casi intervengono le CR private:

  • EURISC gestita dalla Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria. Raccoglie i dati su cattivi pagatori ed eventuali eventi pregiudizievoli.
  • Experian Information Services. Offre soluzioni per la gestione del rischio di credito, controlla le posizioni aperte, dà informazioni su proprietà, movimenti immobiliari, vincoli e ipoteche, monitora i beni dati in garanzia e propone servizi online per la consultazione del suo database.
  • Consorzio di Tutela del Credito (CTC). Censisce le posizioni dei cattivi pagatori per ritardi di quattro rate o mesi.
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Avvocati: necessaria rc professionale

Gli avvocati da qualche anno, per poter esercitare l’attività devono dotarsi di assicurazione professionale anche detta rc professionale.
Infatti per poter esercitare l’avvocatura non basta più l’iscrizione previo esame all’Albo degli avvocati del foro di competenza ma dal 15 agosto 2013, è necessaria la copertura .
L’assicurazione professionale, ricordiamo, non è necessaria solo per gli avvocati ma per tutti coloro che esercitano la libera professione.

Per gli avvocati è necessario scegliere una buona rc professionale, gli incarichi sono sempre delicatissimi e aumentano le richieste di risarcimento danno per questo motivo è bene scegliere la propria rc professionale in modo attento.

Ad oggi nonostante ci sia l’obbligo per gli avvocati di fornirsi, per poter esercitare la carriera la carriera legale cercare una idonea copertura assicurativa diventa complicato, una rc professionale per l’avvocato deve avere i massimali giusti in questo modo si potrà lavorare con maggiore serenità. Spesso e volentieri causa l’alta possibilità di rischio le compagnie assicurative preferiscono evitare di fornire copertura rc professionale agli avvocati in questo caso è bene consultare un broker che saprà scegliere una ottima copertura rc professionale anche per gli avvocati più giovani, che poi sono coloro che spesso vengono penalizzati nella scelta dell’idonea assicurazione professionale.
Per un professionista giovane è sempre difficoltoso scegliere la polizza assicurativa professionale, ancora di più se si deve scegliere una rc professionale avvocato.
Infatti il ramo assicurativo rc professionale negli ultimi anni è diventato molto evoluto, tante sono le offerte e spesso non sono per nulla economiche.

Nonostante il peso economico arrecato da una rc professionale la formula piace e spesso e volentieri anche coloro che hanno la copertura assicurativa dello studio, è questo il caso dei praticanti o dei collaboratori presso dominus, si opta per una ulteriore assicurazione rc professionale personale.

L’assicurazione rc professionale infatti oltre a garantire il cliente copre il professionista, in questo caso l’avvocato. L’avvocato che ha una rc professionale non vedrà più eroso il proprio patrimonio economico in caso di dovuto risarcimento danni durante le pratiche d’esercizio .

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Istat e prezzi Rca auto in calo

 

Uno dei problemi con i quali gli automobilisti italiani si confrontano oggi è quello del costo dell’rca auto, da sempre un capitolo di spesa che non fa dormire sonni tranquilli agli italiani, dal 1994, anno in cui si annunciò la famosa liberalizzazione, i prezzi dell’rca auto sono andati sempre aumentando.

Un aumento sproporzionato e continuo, infatti dal 1994 fino ai giorni d’oggi, il costo è aumentato talmente che molti automobilisti si sono visti costretti a dare un taglio netto alle spese dell’auto, un problema e un fatto che ancora oggi ogni automobilista ogni giorno combatte.

Nell’ultimo anno l’Ivass che riunisce tutte le compagnie assicurative ha registrato un deciso e notevole decremento nel costo delle assicurazioni auto, insomma da qualche anno a questa parte e ci voleva proprio, il costo dell’assicurazione auto è diminuito sempre, una buona notizia per le nostre tasche.

Attualmente anche l’Istat, rilevando i prezzi delle varie compagnie, ha affermato unitamente all’Ivass che il costo delle polizze auto è in questi ultimi anni sceso e continua a scendere, una buona notizia sicuramente che contribuisce ad alleggerire uno dei principali capitoli di spesa che ogni giorno, un italiano si trova ad affrontare.

Tuttavia registrare un calo nel costo delle polizze auto non vuol dire risolvere gli innumerevoli problemi con i quali gli automobilisti si trovano ogni giorno a vivere, per prima cosa anche se il costo dell’Rca auto è calato, non vuol dire che i prezzi siano in linea con il mercato delle assicurazioni.

Le associazioni dei consumatori su questo punto sono piuttosto polemiche, il costo delle assicurazioni auto è calato ma non al punto tale da poter registrare un netto miglioramento nelle condizioni economiche degli italiani, infatti i premi assicurativi italiani restano comunque i più alti d’Europa, un problema che ancora oggi è rimasto immutato.

 

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Auto storiche, Aci ridefinisce i parametri

Esiste un segmento di appassionati automobilisti che possiede un’auto con una certa storia, vengono definite auto storiche, si parla di mezzi che ormai circolano da un certo periodo e per questo motivo non sono più aggiornate con le moderne tecnologie.
Avere un’auto storica, vuol dire per prima cosa avere un mezzo molto raro che circola per la strada, come una bella signora di una certa età che con una certa eleganza si approccia al mondo moderno senza avere però la mentalità adeguata al mondo che attualmente vede
L’auto d’epoca è in fondo un qualcosa di simile, circola per la strada al pari delle altre macchine, tuttavia la sua linea storica e la sua meccanica, ricordano mezzi di un tempo, la sua linea un po’ passata di moda in fondo è sempre affascinante e seducente, per questo motivo quando passa un’automobile di un tempo passato, siamo sempre pronti a guardarla.
Per definire un’auto come storica, occorre una certificazione che fino a questo momento è sempre stata rilasciata dall’AutomobilClub Storico Italiano, un’associazione che ha definito sempre in maniera molto morbida i parametri secondo il quali dobbiamo ritenere un’auto storica.
Quello di riferimento è legato all’anzianità del mezzo, un parametro che fino a questo momento ha riguardato qualsiasi tipo di mezzo che circola per la strada, tuttavia ora le cose sembrano decisamente cambiare, in funzione di un modo diverso di considerare un’auto storica.
Infatti i nuovi criteri per stabilire se un’auto possa essere definita storica, saranno esclusivo appannaggio dell’Aci, il quale come prima cosa ha già deciso una modifica sostanziale all’attuale regolamento, infatti non è possibile definire un mezzo storico solo perché ma 20 anni di età.
Deve avere contribuito con il suo modello a un successivo sviluppo in termini di tecnologia e storia del marchio, determinando in questo modo un deciso sviluppo del mezzo, un criterio molto diverso da quello che fino a questo momento ha determinato il parametro di auto storica